Caffè Fernanda la mia pausa culturale nella Pinacoteca di Brera a Milano

Il Caffè Fernanda è sicuramente una tappa obbligatoria che consiglio vivamente a tutti coloro che scelgono di visitare l’ultra meneghina Pinacoteca di Brera ha un’anima da caffetteria di lusso non possiede una carta dei cocktail ma è aperto per l’aperitivo milanese. Fate molta attenzione agli orari: il caffè Fernanda resta aperto fino alle 19, ma il primo e secondo giovedì del mese, rispetta l’orario dell’apertura del percorso di visita museale e chiude alle 22.

L’eleganza degli interni e la cura dei dettagli, rende questo caffè una costola della Pinacoteca stessa.

Le pareti illuminate dalla luce che arriva da grandi finestre, enfatizza  la scelta di classe del colore utilizzato, un elegante blu ottanio, che esalta i dettagli in marmo dei pavimenti e il colore neutro degli arredi. All’interno del nuovo locale si respira un’aria anni ’50 e può contenere 32 sedute all’interno e 40 nel loggiato esterno.

Caffè Fernanda Pinacoteca di Brera

Arte, cibo, lusso e design sono le passioni di cui mi cibo e il Caffè Fernanda ne è la summa.

Come vi dicevo gli arredi si sposano perfettamente con l’ambiente ospitante. Al centro della caffetteria sorge un grande bancone che è sormontato da un mozzafiato “S. Bernardo che converte il duca di Acquitania” opera di di Pietro Damini- pittore veneto del 1600.

il menu del Caffè Fernanda nutre corpo e mente 

I menu “parlanti” raccontano la storia delle opere d’arte che vi circonderanno una volta seduti nel bistrot, così come vi diranno i costi che vanno da 2 euro per il caffè servito ai non più di 20 euro per i piatti freddi e caldi a cura dell’amatissimo cuoco siciliano FILIPPO LA MANTIA.

Filippo La Mantia

La caffetteria si trova esattamente accanto alla biglietteria attuale ed è possibile accedervi dall’esterno, quindi anche senza necessariamente visitare il museo.

bistrot Fernanda Milano

Amo i luoghi che riescono ad evolversi, senza stravolgersi

il caffè della Pinacoteca è e elegante, raffinato, discreto e rispettoso del luogo dove si trova, come tutti i caffè nati all’interno dei musei sono luoghi affascinanti e carichi di un fascino difficile da trovare altrove,  vedi il Bar Luce della Fondazione Prada.

Questo bar che prende il nome dalla prima donna che diresse un museo in Italia negli anni ’40 Fernanda Wittgens.

Fernanda Wittgenschi era FERNANDA WITTGENS
1903 – 1957

Fernanda Wittgens è una delle eroine sconosciute d’Italia. Storica dell’arte di grande competenza e idealismo sociale, fu imprigionata dai nazisti nel 1944 per aver aiutato degli ebrei a fuggire. Innanzitutto, però, fu una direttrice museale formidabile, la prima donna in Italia a dirigere un museo statale.

Dopo la morte prematura del suo mentore Ettore Modigliani nel 1947, provvide alla ricostruzione della Pinacoteca di Brera in seguito ai devastanti bombardamenti dell’agosto 1943, e il 9 giugno 1950 inaugurò la “Grande Brera”, un insieme di trentotto spazi espositivi completamente ristrutturati su un progetto di Piero Portaluppi, che dedicò al defunto Modigliani.

Wittgens puntava a creare un “museo vivente”: riempì le sale di fiori, ospitò sfilate di moda e prolungò l’apertura fino a tarda sera. Era un’appassionata di arte moderna; dopo la sua morte prematura nel 1957, il suo pupillo Franco Russoli continuò a farsi promotore della missione sociale del museo come crogiolo di civiltà.

Trovo che la Pinacoteca di Brera sia tra i musei più al mondo 

bancone del Bar Fernanda

Il Caffè Fernanda è una tappa che vi invito a fare se siete a Milano. È una location  raffinata e discreta, un’accogliente luogo di incontro, dove il bello e il buono si fondono.


 

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