Kellogg’s e Croce Rossa: Breakfast Club a Milano colazione assicurata ad ogni bimbo

Kellogg’s e Croce Rossa

La crisi economica in Italia e le famiglie in difficoltà

Kellogg’s e Croce Rossa

La crisi economica in Italia ha eroso gravemente il potere di acquisto di molte famiglie, specie quelle con coniugi giovani e con figli piccoli in età scolare.
A oggi i dati parlano di circa 4,5 milioni di cittadini che in Italia versano in condizioni di grave indigenza o povertà assoluta.
La povertà assoluta si riferisce alla totale mancanza di una fonte di reddito che possa garantire i fabbisogni essenziali, compresi quelli alimentari.

La crisi ha colpito anche i bambini e questo si evince da un’indagine che ha condotto Kellogg, da cui è risultato che ben mezzo milione di bambini vivono in povertà assoluta.
I risultati si sono ottenuti intervistando sia le famiglie che gli insegnanti e quindi confrontati, ottenendo un responso preoccupante per la salute dei bambini stessi.

La povertà in cui versano le loro famiglie, influenza soprattutto la disponibilità di cibo e molti di questi bambini arrivano a scuola senza aver potuto fare la prima colazione.

L’impegno di Kellogg’s e Croce Rossa Italiana.

Di fronte a una vera e propria emergenza alimentare, la Kellogg, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, si è impegnata in un’opera di sensibilizzazione e di promozione per la colazione a scuola, da offrire ogni mattina proprio a questi bambini indigenti.
A questo proposito è stato creato il primo Breakfast Club in Italia, che assume il ruolo di “punto di riferimento” per questi bambini.

Il progetto è ancora in fase di prova nella sola città di Milano, ma conta di estendersi anche con la collaborazione di altri soggetti pubblici in altre città.
L’impegno della Kellogg non si ferma soltanto alla colazione da servire ogni mattina ai bambini che arrivano a scuola, ma si estende anche sotto l’aspetto informativo.

Ogni bambino, infatti, sarà istruito riguardo alla valenza dei nutrienti di cui si ha bisogno tutti i giorni, ma anche su come risparmiare e non sprecare il cibo. La colazione che viene servita a scuola è completamente a titolo gratuito e ogni giorno varia per permettere a questi bambini di avere un apporto di nutrienti eterogeneo e quindi completo.

La colazione è considerata da sempre il pasto più importante della giornata ed è per questo che la Kellogg si impegna per promuovere la cultura dell’aiuto, dell’empatia e della disponibilità verso chi ha più bisogno.

Le conseguenze di un’alimentazione carente nei bambini

La colazione che viene servita nel Breakfast Club a Milano è completa di carboidrati, proteine, zuccheri, grassi, vitamine e minerali necessari alla crescita in un’età che richiede una nutrizione mirata.
I bambini che la mattina arrivano a scuola senza aver fatto colazione manifestano atteggiamenti chiari riconducibili a certe carenze alimentari.

Lo conferma ben il 60% degli insegnanti intervistati che ha constatato molti casi in cui la metà dei bambini in classe manifesta stanchezza e quindi disinteresse per la lezione, problemi comportamentali sia in classe che al di fuori e dunque anche a livello relazionale. Viene fortemente penalizzato anche il livello di concentrazione, vanificando buona parte dello stesso lavoro degli insegnanti e del ruolo educativo della scuola stessa.

Il campione intervistato nell’indagine della Kellogg è stato quasi unanime (80%) nel suggerire che nelle scuole venga servita la colazione.
Anche la Croce Rossa Italiana, in base ai dati Istat disponibili, conferma la sofferenza economica grave di molte famiglie.

Per andare incontro a questi nuclei in difficoltà si cerca di raggiungerli con la donazione di pacchi alimentari, che contengono tutti quei cibi necessari per sopperire a un’esigenza primaria, quale è quella dell’alimentazione.

In questa campagna di aiuto si aggiunge quella della Kellogg, che vuole sensibilizzare anche i propri dipendenti nel donarsi al volontariato, nel diffondere una cultura della cittadinanza e dell’aiuto anche nelle scuole.

La vicinanza a questi studenti in difficoltà può fare la differenza nel garantire un intervento necessario a un bisogno primario come è quello dell’alimentazione. In questo c’è anche la volontà della promozione dello sviluppo dei giovani e di una cultura dell’accoglienza e del risparmio.

 

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